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La storia dietro
Sure to Fall, secondo DoReSol
La prima volta che ascolti Sure to Fall di Carl Perkins, rimani incollato a quel riff di chitarra che si ripete come un battito, ma non è un loop qualsiasi: ha un’aria giocosa, quasi beffarda, che dona al rockabilly una svolta unica. Non è solo una canzone d’amore, ma un gioco di fiducia e furbizia in cui il testo sembra una promessa che si avvera, ma con una strizzatina d’occhio. Il brano procede veloce, in due minuti e mezzo, e ogni nota sembra pensata per far sentire all’ascoltatore quel ritmo che ti fa muovere i piedi senza che tu possa evitarlo. È una di quelle incisioni in cui il suono grezzo e diretto degli anni cinquanta sembra più reale che in molti album di studio levigati.
Carl Perkins la registrò agli Sun Records Studio di Memphis, Tennessee, a metà degli anni cinquanta, quando il rockabilly era ancora un grido nuovo alla radio. Non cercava di suonare perfetto, ma autentico: l’energia dell’interpretazione dal vivo, con gli errori inclusi, è ciò che le conferisce quel sapore di "qui e ora" che ancora oggi risulta fresco. In seguito, artisti come Elvis Presley, The Beatles o Johnny Cash ne hanno fatto una cover, ma l’originale di Perkins ha quel qualcosa che si ottiene solo quando la musica nasce da un momento in cui l’artista non pensa al futuro, ma solo al presente. Il brano fa anche parte del suo lascito nella Rock and Roll Hall of Fame, nella Rockabilly Hall of Fame e nella Nashville Songwriters Hall of Fame, e nel 1998 ha ricevuto il Grammy Hall of Fame Award.
Dall'album
Dance Album of… Carl Perkins
Carl Perkins · 1957 · Track 3
Dati