Inizio · Artisti · Carl Perkins

🇺🇸 Stati Uniti · 1946–1997

Carl Perkins

Se c'è un suono che definisce il rockabilly, quello è quello di Carl Perkins. Non è solo il brillio delle sue chitarre né il ritmo nervoso delle sue canzoni, ma quella miscela grezza di country e energia ribelle che lo fece suonare fresco anche decenni dopo. Perkins non cercava di inventare qualcosa di nuovo ogni volta: la sua forza stava nel rimanere fedele a quel groove che pulsa tra blues e hillbilly, con accordi che si conficcano come chiodi nel legno vecchio. Quando ascolti Blue Suede Shoes, non stai solo sentendo una canzone — stai percependo il peso di un momento in cui il rock and roll sapeva ancora di sudore e gesso da bar. E la cosa più curiosa è che, a differenza di altri pionieri, lui non ha mai avuto bisogno di cambiare per restare rilevante.

Il suo salto alla fama arrivò nel 1954, quando entrò negli studi Sun di Memphis con una chitarra in prestito e un pugno di sue canzoni. Ma il percorso per arrivarci fu più duro di una giornata di raccolta nel Tennessee. Da bambino, Perkins lavorava nei campi di cotone con la famiglia, ascoltando gospel in chiesa e blues durante le pause nei campi. A sei anni già sudava sotto il sole, e a quattordici suonava nei bar dove l'alcol scorreva più della musica. Il suo primo strumento fu una chitarra fatta con una scatola di sigari e una scopa; le corde rotte erano legate con nodi che gli lasciavano le punte delle dita in carne viva, e dopo anni a lottare con loro, inventò uno stile di bending che oggi suona come la sua firma personale. Roy Acuff e Bill Monroe gli insegnarono ad ascoltare il Grand Ole Opry alla radio del padre, ma fu John Westbrook — un operaio afroamericano che suonava blues su una vecchia chitarra — a dirgli qualcosa che Perkins non dimenticò mai: "Avvicinati. Senti come vibra nel tuo petto, non solo nelle tue dita".

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Da quegli anni di miseria e musica nacque Blue Suede Shoes, un brano che non solo vendette milioni, ma si insinuò nel DNA del rock. Elvis lo registrò, i Beatles lo reinterpretarono nei loro primi show, e persino Eric Clapton lo inserì nel suo repertorio anni dopo. Ma Perkins non fu solo un compositore fortunato: fu il tipo che capì che il rockabilly non aveva bisogno di diventare sofisticato per essere eterno. I suoi dischi degli anni '50 e '60 — come Whole Lotta Shakin' o Dance Album of... — suonano come un garage con amplificatori vecchi, registrazioni dal vivo dove si insinua il rumore della strada. Anche quando negli anni '70 esplorò il Country Soul o il Gospel, mantenne quell'essenza: canzoni che sembrano vere, non produzioni levigate. E sebbene lo chiamassero "il Re del Rockabilly", lui rimase lo stesso ragazzo che negli anni '40 suonava shuffle country in osterie dove le risse erano più frequenti del silenzio tra una canzone e l'altra.

Dati

Nacimiento
9 abr 1932
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
Country

Premi e riconoscimenti

  • Grammy

Etichette discografiche

Mercury