Inizio · Canzoni · Ozzy Osbourne · Suicide Solution

Blizzard of Ozz

di Ozzy Osbourne · Album Blizzard of Ozz

Suicide Solution

Durata 4:20

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Dall'album

Blizzard of Ozz

Blizzard of Ozz

Ozzy Osbourne · 1980 · Track 5

Dati

Duración4:18
ÁlbumBlizzard of Ozz
Año1980
ISRCUSSM11002848

La storia dietro

Il riff iniziale di Suicide Solution non suona come un invito al disastro, bensì come un avvertimento mascherato. Registrato nel marzo 1980 con attrezzatura prestata in Inghilterra, il brano nacque da una miscela esplosiva: la chitarra di Randy Rhoads —che aveva già usato quel pattern in Force of Habit con Quiet Riot— e il testo di Bob Daisley, il quale anni dopo chiarì che non parlava di suicidio in senso letterale, ma di autodistruzione causata dall’alcol. Il titolo, Suicide Solution, gioca con l’idea di una “soluzione” liquida: il bere come fuga, non come fine. Tuttavia l’equivoco rimase. Nell’ottobre 1984, un ragazzo di 19 anni a Indio, California si tolse la vita ascoltando il brano, e sebbene i genitori avessero fatto causa a Ozzy Osbourne e alla CBS Records nel 1985, non riuscirono mai a dimostrare che le parole della canzone lo avessero spinto a quel gesto. Curiosamente, durante la registrazione, Ozzy emise un urlo che molti interpretarono come “Prendi la pistola e spara!”, ma lui e Daisley sostennero che in realtà diceva “Get the flaps out” —un’espressione inglese per riferirsi a una parte del corpo femminile—. Il caso fu archiviato, ma la polemica continuò.

Il brano apparve in Blizzard of Ozz, il primo album solista di Ozzy dopo la sua uscita dai Black Sabbath nel 1979. Con una durata di 4:16 nella versione originale e 4:20 nella riedizione del 1995, il disco vendette più del previsto per un esordio, trainato da successi come Crazy Train e Mr. Crowley. Ma fu Suicide Solution a generare scalpore: nel 1986, un altro adolescente in Minnesota si suicidò con un fucile .22 ascoltando il brano, e i suoi genitori fecero causa al musicista. Ozzy rispose con ironia: “Sarebbe un pessimo movimento di carriera scrivere una canzone che dica ‘Prendi una pistola e ucciditi’”. L’ironia è che lo stesso Ozzy, anni prima, aveva combattuto contro la sua dipendenza dall’alcol, e la canzone rifletteva quella battaglia personale. Il riff di Rhoads, veloce e tagliente, e il solo dal vivo —che nell’album Tribute supera i sei minuti— finirono per consacrare il brano come un classico dell’heavy metal, nonostante le ombre che lo avvolgevano.