La storia dietro
Standing in the Doorway, secondo DoReSol
Quando Standing in the Doorway risuona, il basso di Francis Lee e la chitarra di Paul Reynolds si intrecciano in un ritmo che non si ferma, come se il tempo stesso fosse rimasto intrappolato in un loop di quattro minuti e quarantadue secondi. Non è un brano che avanza in blocchi di quattro tempi puliti; c’è una spinta costante, quasi ossessiva, che lo allontana dai pattern convenzionali del new wave dei primi anni ’80. Il riff principale non si ripete mai uguale: a volte si allunga, altre accelera, come se la canzone respirasse in cicli irregolari. Questo, unito alla voce di Michael "Mike" Score —che oscilla tra un sussurro e un grido contenuto—, conferisce quella sensazione di essere sempre sul punto di qualcosa, come se il narratore del testo stesse per varcare una soglia invisibile.La registrazione di questo brano passò per le mani di Mike Howlett come produttore e Mike Shipley come ingegnere, in un periodo in cui la band stava ancora definendo la propria identità.
A Flock of Seagulls non cercava di suonare come nessun altro: l’intero album, pubblicato nell’aprile 1982 sotto Jive Records e Arista Records, fu costruito come una storia continua sulle abduzioni aliene, e Standing in the Doorway si inserisce come un capitolo che non giunge mai a una conclusione. I successi precedenti del disco — come I Ran (So Far Away) o Space Age Love Song — avevano già portato la band ai primi posti nelle classifiche di Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia, ma questo brano in particolare non fu semplice. La sua struttura asimmetrica e quell’aria di mistero lo tennero lontano dalle classifiche, anche se negli anni è diventato un preferito tra chi cerca qualcosa di più di un semplice successo commerciale.
Registrato a Liverpool con attrezzatura prestata e senza pretese di perfezione, è finito per essere una di quelle opere che suonano meglio quando l’ascoltatore si lascia trasportare dall’atmosfera, più che dal ritmo.
Dall'album
A Flock of Seagulls
A Flock of Seagulls · 1982 · Track 7
Dati
Crediti
Musica Frank Maudsley, Paul Reynolds, Ali Score, Mike Score