La storia dietro
Messages, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Messages, sono rimasto affascinato da quel loop di sintetizzatore che sembra fluttuare sopra il ritmo. Non è un brano che procede in linea retta: il basso e la batteria tracciano una base che si ripete, ma con una svolta inaspettata che lo rende più organico di molti pezzi del suo tempo. La voce di Mike Score fluttua su strati di suono pulito, quasi etereo, come se il brano fosse sospeso nello spazio. Non è un caso che l’intero album — A Flock of Seagulls — sia stato associato a storie di fantascienza: questo brano in particolare incarna quell’atmosfera futuristica senza cadere nel banale.
È stato registrato a Liverpool con attrezzature in prestito e sotto la direzione di Mike Howlett, un produttore che aveva lavorato con band come Gong. L’ingegnere del suono Mike Shipley ha donato a quel brano una brillantezza cristallina, come se ogni nota fosse levigata. Durava poco più di due minuti e mezzo, ma in quel breve lasso di tempo è riuscito a fare qualcosa di raro per il 1982: suonare sia moderno che senza tempo. Il disco è stato pubblicato nell’aprile di quell’anno, proprio mentre il new wave iniziava a dominare le radio, e sebbene I Ran (So Far Away) sia stato il successo che lo portò nella Top 10 negli Stati Uniti, Messages è il brano che meglio definisce il DNA della band: sintetizzatori freddi, ritmi meccanici e una melodia che ti rimane impressa senza che te ne accorga.
Dall'album
A Flock of Seagulls
A Flock of Seagulls · 1982 · Track 2
Dati
Crediti
Testo Mike Score
Musica Frank Maudsley, Paul Reynolds, Ali Score, Mike Score