Inizio · Canzoni · Vinicio Capossela · S.S. dei naufragati
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Dall'album
Ovunque proteggi
Vinicio Capossela · 2006 · Track 12
Dati
La storia dietro
Ci sono canzoni che non si ascoltano solo, ma si abitano. S.S. dei naufragati è una di queste: un viaggio di otto minuti in cui il tempo sembra fermarsi tra onde di fisarmoniche, pianoforti che sussurrano e una voce che naviga tra l’epico e l’intimo. Non è un brano qualsiasi dell’album Ovunque proteggi, ma uno di quei pezzi che definiscono un intero disco, con una durata che invita a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla sua atmosfera ipnotica. Il titolo stesso — che evoca il naufragio e la salvezza — già propone una metafora potente, come se ogni verso fosse un salvagente lanciato nel mare della memoria collettiva.
Registrato nel 2005 presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani, questo brano si allontanò completamente dallo stile del suo album precedente, Canzoni a manovella, pubblicato sei anni prima. La presentazione ufficiale avvenne nel gennaio 2006 presso la Chiesa di San Carpoforo a Milano, una location la cui acustica e solennità sembravano fatte su misura per la sua grandiosità. Ma al di là dei dettagli tecnici, ciò che sorprende è come Vinicio Capossela sia riuscito a fondere il narrativo con il musicale: qui non c’è fretta, solo una marea di suoni che avanzano e retrocedono come le maree della sua Irpinia natia, quella terra che lo ha segnato così profondamente da conferirgli anche la cittadinanza onoraria di Calitri. Il disco ricevette inoltre la Targa Tenco nel 2006 come miglior album e si classificò al secondo posto nella lista di Mojo tra i migliori album del mondo di quell’anno, solo dietro a Savane di Ali Farka Touré. Entrò anche nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di tutti i tempi secondo Rolling Stone Italia, al 6° posto.