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La storia dietro
Spending My Time, secondo DoReSol
Questa canzone dei Roxette si distingue per la sua miscela di malinconia e pop rock, in cui la voce di Marie Fredriksson disegna un’atmosfera intima ma potente. Il brano procede con un ritmo lento che contrasta con un ritornello che si fissa nella memoria, qualcosa che i critici dell’epoca hanno evidenziato come la sua maggiore virtù. La produzione, curata da Clarence Öfwerman, utilizza chitarre acustiche come base per amplificare quella sensazione di struggimento contenuto, mentre il basso e la batteria aggiungono un peso che evita che diventi troppo fragile. Non è un brano esplosivo, ma la sua struttura — con un ponte che rompe la ripetizione — gli conferisce una svolta inaspettata che lo rende più organico di molte ballate dell’epoca.
Fu registrata nel luglio 1990 presso gli studi EMI di Stoccolma, proprio quando il duo era al culmine della sua popolarità. L’album Joyride — di cui fa parte — arrivò sul mercato nel marzo 1991, ma questo singolo non replicò il successo massiccio dei predecessori. Sebbene abbia raggiunto la top 10 in paesi come Germania, Canada e Italia, negli Stati Uniti si fermò solo al 32º posto nella Billboard Hot 100, interrompendo una serie di cinque successi consecutivi nella top 2. Anni dopo, Gessle menzionò nelle note della compilation Don’t Bore Us, Get to the Chorus! di credere che questo brano potesse essere il loro maggiore successo, ma la ristrutturazione della loro etichetta dopo la fusione della EMI lasciò la band senza il supporto necessario. Il video, diretto da Wayne Isham, gioca con inquadrature intime di Fredriksson in diversi ambienti di una casa, rafforzando l’idea di solitudine che il brano trasmette.
Il singolo includeva un remix firmato da M.C. King Carli e Dr. Renault — pseudonimi di Öfwerman e Anders Herrlin — registrato nel luglio 1991, poco prima della sua uscita ufficiale. Esiste anche una versione in spagnolo, Un Día Sin Ti, pubblicata nel 1996 come anteprima di Baladas en Español. Curiosamente, il brano non era stato scritto per essere un successo commerciale: nacque durante le sessioni di Joyride, quando Gessle e Mats Persson esploravano suoni più organici, lontani dal synth-pop che li aveva caratterizzati in precedenza. Gli ingegneri Anders Herrlin e Alar Suurna si occuparono di catturare quel equilibrio tra rozzezza e raffinatezza, qualcosa che critici come Larry Flick di Billboard hanno definito una "ballata pop/rock con base acustica" in cui ciò che colpiva non era solo la melodia, ma l’interpretazione vocale di Fredriksson.
Dall'album
Don’t Bore Us, Get to the Chorus
Roxette · 1995 · Track 11
Dati