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La storia dietro
See‐Saw, secondo DoReSol
In See-Saw il clima viene costruito con strati di tastiere che fluttuano tra l’etereo e il terreno, come se il tempo stesso fosse sospeso su un’altalena che oscilla tra l’infanzia e la malinconia. Il brano non segue il ritmo convenzionale dei pezzi dell’epoca: le misure si allungano, i silenzi respirano e gli accordi svaniscono come inchiostro nell’acqua. È una composizione che sa di studio appena dipinto e di idee che non hanno ancora trovato piena forma, dove ogni nota sembra un sussurro tra quattro pareti che presto non saranno più le stesse.
Registrata nel 1968 durante le sessioni di A Saucerful of Secrets, questa canzone nacque in un momento di transizione per i Pink Floyd. Syd Barrett, il compositore originale della band, non era più in grado di guidarla: la sua salute mentale si sgretolava sotto l’abuso di sostanze, e sebbene avesse contribuito con tre brani all’album, See-Saw fu opera di Richard Wright, che ne scrisse anche il testo. Il produttore Norman Smith — con la sua esperienza nelle registrazioni dei Beatles — cercava di catturare il suono sperimentale che la band inseguiva, ma il disco finì per diventare un documento di quei giorni grigi tra ciò che era stato e ciò che sarebbe venuto. Con una durata di 4:35, il brano è un ponte tra il The Piper at the Gates of Dawn psichedelico e il rock più oscuro che sarebbe seguito, quando David Gilmour si unì come chitarrista principale e la band lasciò alle spalle la sua fase più psichedelica.
Dall'album
A Saucerful of Secrets
Pink Floyd · 1968 · Track 6
Dati
Crediti
Testo Richard Wright
Musica Richard Wright