La storia dietro
San Vicente, secondo DoReSol
San Vicente è uno di quei pezzi che si insinuano nel disco e rimangono. Con i suoi due minuti e quarantasette secondi, non ha bisogno di altro tempo per dimostrare che non è una canzone qualsiasi: suona come un tramonto in spiaggia, con quella miscela di chitarra acustica e voce che sembra fluttuare nella brezza. La registrazione dal vivo — o almeno con quell’aria di improvvisazione controllata — le conferisce un peso diverso, come se ogni nota respirasse insieme all’ascoltatore.Fu registrata nel novembre del 1971 in due luoghi: la Praia de Piratininga, a Niterói, e gli Estúdios Odeon di Rio. Era un momento complicato per il Brasile, con la dittatura militare al suo apice, e l’album Clube da Esquina — dove appare — riflette quella tensione nel suo suono, ma anche nei suoi testi.
Qui, Milton Nascimento e Lô Borges hanno creato qualcosa che va oltre il MPB o il pop barocco: è un crocevia in cui il folk, il jazz e persino un tocco di rock si mescolano senza forzature. La canzone in sé non ha grandi ornamenti, ma quella semplicità fa parte della sua forza. Non è un brano che urla, ma che sussurra e rimane.
Dall'album
Clube da Esquina
Milton Nascimento · 1972 · Track 9
Dati