Inizio · Canzoni · Milton Nascimento · Saídas e bandeiras nº 2

Clube da Esquina

di Milton Nascimento · Album Clube da Esquina

Saídas e bandeiras nº 2

Durata 1:30

Accordi in preparazione

Non abbiamo ancora analizzato l'audio di questa canzone. Quando sarà pronto, vedrai il player di accordi sincronizzato con il video.

Dall'album

Clube da Esquina

Clube da Esquina

Milton Nascimento · 1972 · Track 4

Dati

Duración1:30
ÁlbumClube da Esquina
Año1972
ISRCBREMI7100167

La storia dietro

Saídas e bandeiras nº 2 è quel momento in cui la chitarra di Milton Nascimento si distacca dal tempo e rimane sospesa nell'aria, come se l'aria stessa respirasse insieme a essa. In appena un minuto e mezzo, la canzone riesce in ciò che pochi brani riescono a fare: diventare un paesaggio sonoro che non ha bisogno di altro che della propria atmosfera per esistere. Non ci sono cori epici o cambi bruschi; al contrario, c'è un flusso costante in cui ogni nota sembra cadere nel posto giusto, come se il musicista avesse aspettato tutta la vita per suonarla così. La voce di Milton entra poi, dolce ma ferma, e invece di cantare di qualcosa, sembra stia sussurrando un segreto all'orecchio dell'ascoltatore. È come se la canzone fosse stata registrata in un luogo dove il mondo esterno non esisteva, solo il suono e la sua capacità di farci sentire che, per un attimo, tutto è al suo posto.Il brano nacque nel novembre del 1971, quando Milton Nascimento e Lô Borges si chiusero nella Praia de Piratininga, a Niterói, e poi negli Estúdios Odeon di Rio de Janeiro, per dare forma a ciò che sarebbe diventato Clube da Esquina. All'epoca, il Brasile viveva sotto una dittatura che soffocava le libertà, e l'album —in due dischi— divenne un rifugio in cui la musica popolare brasiliana si mescolava al pop barocco, al folk e persino a lampi di rock e jazz. Saídas e bandeiras nº 2 non parla di politica in modo diretto, ma la sua stessa esistenza in quel contesto è già un atto di resistenza: la musica come spazio di libertà, in cui le parole possono essere poche perché il suono dice già tutto. Anni dopo, nel 1992, il brano ottenne attenzione internazionale quando Milton fu riconosciuto nel sondaggio dei Down Beat International Critics, un dettaglio che rafforza come, anche decenni dopo, il suo suono continui a risuonare in angoli dove meno lo si aspetta.