Inizio · Canzoni · La Máquina de Hacer Pájaros · Ruta perdedora

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di La Máquina de Hacer Pájaros · Album Películas

Ruta perdedora

Durata 5:43

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Dall'album

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La Máquina de Hacer Pájaros · 1977 · Track 7

Dati

Duración5:38
ÁlbumPelículas
Año1977
ISRCARF100200094

La storia dietro

Ruta perdedora inizia con un pianoforte che si avvolge su se stesso, come se cercasse un’uscita che non esiste. Il brano non procede in linea retta: ogni sezione si allunga o si contrae, e il basso disegna linee che sembrano perdersi lungo il cammino. C’è un momento in cui la batteria di Oscar Moro accelera all’improvviso, come se il ritmo volesse sfuggire alla misura, ma la canzone lo trascina di nuovo indietro. La voce di Charly García fluttua su tutto questo, quasi come un sussurro che diventa più urgente nei ritornelli, dove le corde sembrano quelle di un film di suspense. Non è un brano che si lascia afferrare al primo ascolto: richiede pazienza, perché ogni nota sembra avere un doppio senso.Registrata agli studi Ion nel 1977, Ruta perdedora vide la luce in un periodo in cui La Máquina de Hacer Pájaros aveva già cambiato pelle. L’album Películas, in cui è contenuta, fu il loro addio in studio, e questo pezzo ne riassume quella miscela di eleganza e disordine che li contraddistingueva. Il pianoforte e il sintetizzatore si dividono il ruolo di protagonisti, mentre la batteria impone un ritmo che non arriva mai a stabilizzarsi. Non ci sono correzioni né aggiustamenti forzati: il suono grezzo della registrazione lo dice tutto. Nel 2007, l’edizione argentina di Rolling Stone la inserì tra i 100 migliori dischi del rock nazionale, ma all’epoca cercavano solo una strada diversa, una che nessun altro stava percorrendo.