La storia dietro
Questa canzone, *Revolution 1*, nasce da un momento di grande fermento sociale nel 1968. John Lennon, il principale autore, si sentì spinto a riflettere sulle proteste politiche di quell'anno. Pur condividendo la necessità di un cambiamento sociale, esprimeva dubbi sui metodi violenti che alcuni gruppi della "Nuova Sinistra" stavano adottando. Nonostante le riserve dei suoi compagni di band, Lennon insistette per includerla nell'album. La registrazione di questa versione, che si distingue per il suo ritmo lento e un'atmosfera più blues, ebbe luogo tra il 9 e il 13 luglio 1968 negli studi EMI di Londra. L'ingegnere di registrazione fu Geoff Emerick, e la produzione fu curata da George Martin. Una particolarità di questa ripresa è che Lennon registrò la sua voce principale mentre era sdraiato sul pavimento, e modificò una frase per renderla ambigua, dicendo "you can count me out, in", riflettendo la sua stessa indecisione.
La canzone, che fa parte del decimo album in studio di The Beatles, noto come *The Beatles* o il "White Album", pubblicato nel novembre 1968, fu concepita in un contesto di crescente politicizzazione tra i giovani. Le proteste contro la guerra del Vietnam, le rivolte studentesche in Francia e le manifestazioni in Polonia, tra gli altri eventi, segnarono il panorama internazionale. The Beatles, visti come icone della controcultura, sentivano la pressione di gruppi politici affinché si esprimessero attivamente. Fu durante un soggiorno a Rishikesh, in India, dove studiavano la meditazione trascendentale, che Lennon iniziò a dare forma a questo brano, completandolo in Inghilterra a maggio. Sebbene la versione che appare sull'album sia più pacata, una ripresa più energica e hard rock fu registrata successivamente e pubblicata come lato B del singolo *Hey Jude*.