La storia dietro
Rebelde sem causa, secondo DoReSol
Il brano Rebelde sem causa suona come un grido strozzato tra il rumore di una chitarra che non vuole tacere. Non è solo il riff iniziale, quello che si pianta come un amo e non molla, ma il modo in cui la voce di Roger Moreira oscilla tra sfida e stanchezza, come se ogni parola pesasse più della precedente. Il pezzo non segue il ritmo convenzionale: c'è un'aria di ribellione che si insinua tra i battiti, ma anche un'ironia che sfugge a ogni presa. Il testo, breve e diretto, gioca con l'idea di un personaggio che non si adatta a nessuna forma, nemmeno a quella di chi si crede ribelle per definizione.
Registrato nello studio Nas Nuvens nel 1985, il brano nacque in un momento in cui Ultraje a Rigor già sapeva di successo. L'album Nós vamos invadir sua praia —che include questo tema— fu il primo a raggiungere il disco di platino in Brasile, un traguardo inusuale per il rock locale dell'epoca. Il titolo del disco, secondo quanto raccontato dal produttore Pena Schmidt, era una provocazione: i musicisti di San Paolo sfidavano i gruppi carioca, sostenendo che una nuova generazione di paulisti stava prendendo piede sulla scena dove era nato il rock brasiliano. Ma Rebelde sem causa non parla di questa rivalità. Piuttosto, rimane sul personale: su quel tipo che si rifiuta di essere ciò che gli altri si aspettano, anche se non ha chiaro cosa voglia essere. Il brano dura poco più di tre minuti, ma in quel tempo riesce a fare qualcosa di raro: suonare urgente senza affrettarsi.
Dall'album
Nós vamos invadir sua praia
Ultraje a rigor · 1985 · Track 2
Dati