Inizio · Canzoni · La Máquina de Hacer Pájaros · Qué se puede hacer, salvo ver películas

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di La Máquina de Hacer Pájaros · Album Películas

Qué se puede hacer, salvo ver películas

Durata 6:15

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Dall'album

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La Máquina de Hacer Pájaros · 1977 · Track 4

Dati

Duración6:12
ÁlbumPelículas
Año1977
ISRCARF100300042

La storia dietro

Cosa si può fare, a parte guardare film suona come un disco assemblato tra prove ed errori calcolati. La band La Máquina de Hacer Pájaros aveva già sondato il terreno con il suo primo lavoro nel 1976, ma qui si nota come il suono sia sfuggito loro di mano: gli arrangiamenti si allungano, i sintetizzatori si intrecciano in strati che non sempre seguono il tempo tradizionale, e la voce di Charly García scorre come se stesse improvvisando su una bozza. Non è un brano che suona come una canzone convenzionale, ma piuttosto un esperimento che si rifiuta di stare fermo. Il piano e il sintetizzatore si alternano per portare avanti la melodia, mentre la batteria di Oscar Moro segna un ritmo che sembra cambiare idea ogni due battute. Registrato agli studi Ion nel 1977, il brano dura sei minuti e sedici secondi — tempo più che sufficiente perché ogni strumento si metta in mostra senza fretta. L’album Películas uscì nello stesso anno sotto l’etichetta Talent Microfón e segnò la chiusura di una fase per la band. Non cercavano di suonare come nessun altro: volevano che gli arrangiamenti respirassero, che i silenzi avessero peso e che le transizioni tra le sezioni fossero tanto naturali quanto inaspettate. Il designer Juan Oreste Gatti si occupò della copertina, un dettaglio che già allora diceva molto sulla cura che mettevano in ogni progetto. Anni dopo, nel 2007, la rivista Rolling Stone argentina lo inserì nella sua lista dei 100 migliori dischi del rock nazionale, ma all’epoca non era un album pensato per il successo di massa. Era semplicemente ciò che accadeva quando lasciavano che la musica prendesse il suo tempo.