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La storia dietro
Posludio, secondo DoReSol
Quando ti immergi in Posludio, ti imbatti in un brano che, nonostante la sua breve durata di appena un minuto e quattro secondi, racchiude un'essenza particolare del suono che Sui Generis stava maturando. La musica, opera di Charly García, suona come una chiusura, un epilogo che lascia un segno distintivo. È una di quelle composizioni che, senza cercarlo esplicitamente, si radicano nella memoria collettiva, diventando parte di quei momenti condivisi, come un repertorio da falò o da incontro.
Questo brano fa parte di Vida, il primo disco dei Sui Generis, pubblicato nel 1972 dall'etichetta Microfón. La band, nata presso l'Instituto Social Militar Dr. Dámaso Centeno, si ispirò all'effervescenza dello Swinging London e agli assidui frequentatori de La Cueva. Sebbene inizialmente si presentassero come una band elettrica, presto evolsero verso un formato di duo acustico. Fu durante un tour a Mar del Plata che Jorge Álvarez li convocò per l'etichetta Talent Micr. L'impatto di Vida fu tale che, anni dopo, nel 2007, l'edizione argentina di Rolling Stone lo collocò al 66° posto nella sua lista dei 100 migliori album rock argentini, catapultando la fama del duo e, in particolare, di Charly García.
Dall'album
Vida
Sui Generis · 1972
Dati
Crediti
Musica Charly García