Inizio · Canzoni · Sui Generis · Necesito
La storia dietro
Necesito, secondo DoReSol
La prima volta che ascolti Necesito, ciò che più spicca è quell’inizio con un accordo maggiore che si scioglie in un ritmo frenetico, come se la canzone non potesse aspettare. Non c’è una lunga introduzione né abbellimenti: entra direttamente, con una melodia che oscilla tra il giocoso e l’urgente, e un testo che suona come una confessione tra amici. Il brano non si ferma alla superficie; in meno di due minuti e mezzo, trasmette qualcosa che sembra più grande della sua stessa durata. È una di quelle canzoni che, senza volerlo, finiscono per diventare parte della colonna sonora di incontri, viaggi in auto o notti intorno al fuoco, come se il tempo si fermasse per loro.
La registrarono nel 1972, quando i Sui Generis non erano ancora il duo acustico che tutti conoscono, ma un gruppo elettrico con radici nel Swinging London e negli ambienti della La Cueva. Fu durante la lavorazione del loro primo album, Vida, pubblicato dalla Microfón, che, senza cercarlo, finì per definire il percorso del rock argentino. Il Charly García già da anni si divideva tra l’Instituto Social Militar Dr. Dámaso Centeno e le prove a Mar del Plata, dove fu scoperto da Jorge Álvarez per la casa discografica Talent Microfón. La canzone, con i suoi due minuti e quattordici secondi, rimase lì, come un lampo di ciò che sarebbe venuto: un suono che non somigliava a nulla di ciò che si ascoltava allora.
Dall'album
Vida
Sui Generis · 1972
Dati
Crediti
Musica Charly García