La storia dietro
La potenza di *Out on the Tiles* parte con un riff discendente che Jimmy Page concepì, ma la base ritmica e l'idea generale provengono da John Bonham. Era solito canticchiare o urlare una specie di canzone da ubriaco, che nel Regno Unito è conosciuta come "uscire a far festa" o "stare in giro" (out on the tiles), e da qui nasce il titolo. Page, per catturare quell'energia grezza, applicò una tecnica di registrazione che consisteva nel posizionare un microfono vicino alla sua chitarra e un altro all'altra estremità dello studio. L'idea era di incorporare il suono dello spazio e il tempo che impiega il segnale per percorrere quella distanza, cercando di plasmare l'emozione del momento e la risonanza del luogo. In certi passaggi, come intorno al minuto e mezzo, si sente un grido di "Stop!", che alcuni credono sia stato Robert Plant, forse per mettere ordine o dirigere la struttura della canzone. Verso la fine, la batteria di Bonham inizia a muoversi da un lato all'altro nel mix stereo.
Questo brano, pubblicato il 5 ottobre 1970 come parte dell'album *Led Zeppelin III*, fu registrato in vari studi, tra cui il Rolling Stones Mobile Studio a Headley Grange, e anche all'Olympic Sound Studios di Londra. La composizione è uno sforzo congiunto tra Jimmy Page, Robert Plant e John Bonham. In alcune occasioni, *Out on the Tiles* fu usata come introduzione a *Black Dog*, una canzone del loro album successivo. In Giappone, fu inizialmente pubblicata come lato B del singolo *Immigrant Song*. La band, in quella fase, evitava di includere musicisti ospiti, e tutta la strumentazione ricadeva su Plant (voce), Page (chitarre), John Paul Jones (basso e tastiere) e Bonham (batteria), che ampliarono la loro gamma di strumenti in questo disco.