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La storia dietro
O que tinha de ser, secondo DoReSol
Ci sono canzoni che sembrano scritte per durare un sospiro e finiscono per essere eterne. O que tinha de ser è una di queste: un brano che svanisce in meno di due minuti, eppure lascia un’impronta più profonda di molti altri che si prolungano il doppio. Registrata negli MGM Studios di Los Angeles, questa canzone nacque nel febbraio del 1974 durante un incontro tra due giganti della musica brasiliana: Elis Regina e Tom Jobim, con Vinícius de Moraes che firmò il testo. Non cercavano un disco monumentale — volevano solo catturare qualcosa che già aleggiava nell’aria. E ci riuscirono in undici giorni, tra take che sembravano più una conversazione intima che una sessione di registrazione.Curioso è come questo brano breve sia diventato un ponte tra due mondi.
Elis, con la sua voce che oscillava tra l’etereo e il terreno, e Tom Jobim, con i suoi accordi che già profumavano di futuro, trovarono in O que tinha de ser un equilibrio perfetto. Gli arrangiamenti furono curati da César Camargo Mariano, allora marito di Elis, che introdusse elementi elettrici nella bossa nova senza tradirne l’essenza. L’ingegnere del suono Humberto Gatica e il produttore Aloysio de Oliveira ultimarono quella sonorità pulita, quasi domestica, che fa sentire all’ascoltatore di udire qualcosa che è sempre esistito. Durava solo 1:44, ma in quel tempo stanno tutte le incertezze, tutte le certezze.
Dall'album
Elis & Tom
Elis Regina · 1974
Dati
Crediti
Musica Antonio Carlos Jobim, Vinícius de Moraes