Inizio · Canzoni · Lucio Battisti · Nel cuore, nell'anima
La storia dietro
Nel cuore, nell'anima, secondo DoReSol
Ci sono canzoni che nascono con un destino diverso da quello immaginato dai loro autori. “Nel cuore, nell’anima” ne è un chiaro esempio: Mogol e Lucio Battisti la scrissero affinché fosse registrata dai Dik Dik, ma finirono per cederla agli Equipe 84 in seguito al successo di un altro brano. Il risultato fu un brano che non solo divenne una hit, ma segnò anche uno stile: il baroque pop, un genere che fonde melodie classiche con arrangiamenti pop. L’ispirazione venne da «Eleanor Rigby» dei Beatles, con il suo doppio quartetto d’archi diretto da George Martin. Qui, invece, l’orchestra della Scala e Detto Mariano le conferirono un’atmosfera più italiana, quasi cinematografica, con quel suono che sembra tratto da un film degli anni Sessanta.
La registrazione originale uscì nel settembre del 1967 in un singolo insieme a «Ladro», ma Battisti non rimase da parte: l’anno successivo la incluse nel suo primo LP. Nel frattempo, i Dik Dik pubblicarono la loro versione nell’album «Il primo giorno di primavera e altri successi», dimostrando che la canzone circolava già su due fronti. Decenni dopo, nel 1995, Ambra ne realizzò una versione in spagnolo per il suo album *T'appartengo, Te pertenezco*, e nel 2008 i Pooh la riproposero per il loro disco di cover *Beat ReGeneration*. Anche la copertina del singolo originale, opera di Mario Schifano, ha lasciato il segno nella cultura visiva dell’epoca. Quello che era iniziato come un incarico è finito per diventare un classico che ha attraversato generi e generazioni.
Dall'album
Lucio Battisti
Lucio Battisti · 1969
Dati