La storia dietro
Mucho más feliz, secondo DoReSol
Molto più felice è come suona quel momento in cui una canzone ti afferra e non ti molla. Non è solo il ritmo orecchiabile o il testo diretto, ma quella miscela di urgenza e tenerezza che ti fa canticchiare ore dopo senza volerlo. Il brano procede con un’energia che sembra sfuggire da una prova live, come se ogni strumento stesse improvvisando dentro una cornice precisa. C’è qualcosa nel modo in cui la chitarra e il basso dialogano che ti fa sentire come se stessi ascoltando qualcuno suonare per la prima volta, con quella freschezza raramente catturata in studio.
Lo registrarono a Santiago del Cile nel marzo del 2002, tranne il brano Clara, che fu inciso a La Zapada (Montevideo) un mese dopo. Mariano Pavéz si occupò del missaggio in Cile, mentre Joaquín García e lui stesso ultimarono il mastering a Clio. L’intero disco fu concepito tra La Zapada e Abril, due luoghi già impregnati di rock uruguaiano. Quando uscì al pubblico il 12 ottobre di quell’anno al Teatro de Verano, la band aveva già le idee chiare: non volevano suonare come nessun altro. Tra ska, reggae e murga, Mucho más feliz è uno di quei brani che ti fanno muovere i piedi senza preavviso.
Dall'album
Este fuerte viento que sopla
No Te Va Gustar · 2002 · Track 12
Dati
Crediti
Testo Emiliano Brancciari, Mateo Moreno
Musica Emiliano Brancciari, Mateo Moreno