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Ovunque proteggi

di Vinicio Capossela · Album Ovunque proteggi

Moskavalza

Durata 5:33

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Dall'album

Ovunque proteggi

Ovunque proteggi

Vinicio Capossela · 2006 · Track 4

Dati

Duración5:33
ÁlbumOvunque proteggi
Año2006
ISRCITQ001800457

La storia dietro

Moskavalza non è una canzone che si ascolta, si sente. Inizia con un colpo secco di percussione che si ripete come un battito irregolare, quasi come se il tempo stesso fosse fuori sincrono. La voce di Vinicio Capossela entra con un fraseggio che oscilla tra il narrativo e l’onirico, trascinando le parole come se ogni sillaba pesasse più della precedente. Non è un brano che si lasci al caso: il basso disegna linee melodiche che si intrecciano con l’armonica, mentre l’accordion — quello strumento che sembra portare secoli di storie nel suo mantice — dipinge paesaggi che vanno dal rurale al fantasmagorico. La durata di 5:33 non è casuale: è il tempo giusto perché la canzone si sviluppi come un rituale, senza fretta ma senza pause.La registrò nel 2005 presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani, quel luogo dove il rock italiano si fonde con il folclore senza che nessuno chieda spiegazioni. Ovunque proteggi, l’album a cui appartiene, arrivò nei negozi nel gennaio 2006 dopo quasi sei anni di silenzio discografico, un periodo in cui Capossela si immerse nell’Irpinia, sua terra d’origine, e nella letteratura del Novecento. Ma questa canzone in particolare non suona né come un addio né come un ritorno: suona come qualcosa che esisteva già prima di essere registrata, come se le note fossero rimaste in attesa in qualche angolo dell’Italia perché qualcuno le portasse alla luce. La Targa Tenco che il disco vinse nel 2006 — e il secondo posto nella classifica di Mojo l’anno successivo — non fanno altro che confermare che, a volte, l’autentico non ha bisogno di etichette.