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La storia dietro
Money, secondo DoReSol
Ci sono canzoni che, quando suonate, ti invitano a sgranare strati di significato e tecnica. Money dei Pink Floyd è una di queste. La prima cosa che colpisce è il suo pulsare, quella sensazione che qualcosa non si incastri del tutto nel ritmo abituale. E infatti, in gran parte, il brano si muove in un tempo di 7 per 4, una scelta insolita che gli conferisce quel carattere distintivo e "bluesy" che Roger Waters cercava. Per dare vita a quell'idea, Waters compose il riff principale su una chitarra acustica. Inoltre, la canzone inizia con un affascinante dettaglio sonoro: un loop di effetti a nastro che lui stesso registrò, mescolando il tintinnio di monete, il suono di una cassa registratrice e altri rumori legati al denaro. Questi effetti, sincronizzati con precisione sui tempi, non solo segnano l'inizio e il tempo, ma riappaiono anche lungo il brano.
La registrazione di Money avvenne tra giugno 1972 e gennaio 1973 negli studi EMI di Londra. La produzione fu curata dalla band stessa, con Alan Parsons e Peter James come ingegneri di registrazione e Chris Thomas al mixaggio. Roger Waters scrisse il testo con un'intenzione chiara: criticare l'influenza del denaro e del sistema capitalista attraverso l'ironia. Lui stesso commentò che il denaro lo interessava enormemente e che, all'epoca, dovette riflettere sulla sua posizione riguardo al socialismo e al capitalismo, riconoscendo l'attrazione per le cose materiali. La struttura della canzone si basa sul blues di dodici battute, ma con variazioni. Dopo due strofe vocali, c'è una sezione strumentale di venti battute dove spicca un assolo di sassofono tenore interpretato da Dick Parry. Poi, la musica transita in un tempo di 4 per 4 per lasciare spazio all'assolo di chitarra di David Gilmour, che si estende per ventiquattro battute prima che la canzone riprenda il 7 per 4 e termini in 4 per 4. Questo brano fu pubblicato come singolo e divenne il primo grande successo dei Pink Floyd negli Stati Uniti, raggiungendo posizioni di rilievo nelle classifiche di Cash Box e Billboard Hot 100. Il brano è rimasto un punto fermo nelle esibizioni dal vivo della band e, successivamente, nei tour solisti di Gilmour e Waters.
Dall'album
p·u·l·s·e
Pink Floyd · 1995 · Track 6
Dati
Crediti
Testo Roger Waters
Musica Roger Waters