Inizio · Canzoni · Andrés Calamaro · Mi propia trampa

Honestidad brutal

di Andrés Calamaro · Album Honestidad brutal

Mi propia trampa

Durata 2:35

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Dall'album

Honestidad brutal

Honestidad brutal

Andrés Calamaro · 1999 · Track 4

Dati

Duración2:35
ÁlbumHonestidad brutal
Año1999

La storia dietro

La mia stessa trappola suona come un riff secco di chitarra che si ripete con insistenza, come se ogni nota fosse un avvertimento che il narratore si lancia da solo. Non ci sono fronzoli qui: il brano avanza con un ritmo che ricorda quei vecchi blues in cui la voce e lo strumento si sfidano senza pietà. Il testo, breve e diretto, gioca con l’ironia di cadere nella stessa trappola che si è costruita da sé, e questa semplicità è ciò che lo rende coinvolgente. Non è una canzone che invita a chiudere gli occhi e sognare, ma ad aprire le orecchie e sentire il peso di ogni parola.Calamaro la registrò in un momento in cui il rock argentino cercava di reinventarsi, proprio mentre il paese usciva da una dittatura e la musica diventava uno spazio di libertà. Prima che Andrés Calamaro diventasse un nome di spicco del genere, aveva già fatto parte di band come Raíces in Uruguay, dove suonava le tastiere, e poi di formazioni effimere come la Chorizo Colorado Blues Band o Elmer's Band. Ma fu in Stress, il gruppo che in seguito avrebbe dato vita a Proyecto Erekto, che trovò un suono più crudo e diretto. La mia stessa trappola nacque lì, tra prove e tournée improvvisate, quando l’urgenza di suonare era più forte di qualsiasi piano. Non c’è produzione levigata né arrangiamenti ricercati: solo l’essenza di un musicista che già sapeva che la musica, a volte, è la migliore e la peggiore delle trappole.