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Divididos por la felicidad

di Sumo · Album Divididos por la felicidad

Mejor no hablar de ciertas cosas

Tonalità B Tempo 176 bpm Metro 4/4 Durata 4:46
Capotasto 0
Tonalità B
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Mejor no hablar de ciertas cosas, secondo DoReSol

La prima volta che Mejor no hablar de ciertas cosas fu suonata durante una prova degli Sumo, il brano non era altro che una bozza lenta e sfilacciata. Lo eseguivano quasi come un esercizio, tra prove del suono al club Gimnasia y Esgrima di Buenos Aires, mentre Indio Solari e i Redonditos de Ricota preparavano uno spettacolo. Ma quando Luca Prodan lo ascoltò, qualcosa in quell’aria svogliata lo colpì. Il giorno dopo, nella sala prove, chiese a Arnedo di dare più slancio al basso, accelerando il tempo perché il brano smettesse di suonare come un appunto e diventasse qualcosa di proprio. Nacque così la versione che sarebbe finita su Divididos por la felicidad, il disco che li portò fuori dai bar e sul palco del teatro Astros.

Registrato agli studi CBS di Buenos Aires nel 1985, il brano dura 4:48 e si inserì tra le canzoni del loro album di debutto senza destare particolare attenzione inizialmente. Tuttavia, il suo ritmo trascinato e quei versi che sembrano sussurrare più di quanto dicano finirono per definire un suono che ancora oggi risulta fresco. L’album, pubblicato da CBS Records, debuttò nel maggio di quell’anno con due concerti esauriti, segnando l’inizio di una carriera che li avrebbe posti allo stesso livello di band come Soda Stereo o Serú Girán. Curiosamente, in origine la canzone non aveva nemmeno quel titolo: iniziò come una bozza senza nome, finché il tempo e il suo posto nell’album non le diedero la sua identità definitiva.

Dall'album

Divididos por la felicidad

Divididos por la felicidad

Sumo · 1985 · Track 7

Dati

TonalitàB
Metro4/4
Tempo176 BPM
Durata4:46
CompositoreDiego Arnedo / Germán Daffunchio / Luca Prodan
AlbumDivididos por la felicidad
Anno1985
ISRCARF109400155

Crediti

Testo Indio Solari

Musica Diego Arnedo, Germán Daffunchio, Luca Prodan

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