Inizio · Canzoni · Stevie Ray Vaughan and Double Trouble · Mary Had a Little Lamb

Texas Flood

di Stevie Ray Vaughan and Double Trouble · Album Texas Flood

Mary Had a Little Lamb

Durata 2:47

Accordi in preparazione

Non abbiamo ancora analizzato l'audio di questa canzone. Quando sarà pronto, vedrai il player di accordi sincronizzato con il video.

Dall'album

Texas Flood

Texas Flood

Stevie Ray Vaughan and Double Trouble · 1983 · Track 7

Dati

Duración2:46
ÁlbumTexas Flood
Año1983
ISRCUSSM18300423

La storia dietro

Mary Had a Little Lamb non è solo un altro brano nell’album, ma quel momento in cui il blues elettrico diventa così diretto da quasi ferire. In appena due minuti e quarantasei secondi, Vaughan e la sua band Double Trouble hanno trasformato una canzone per bambini in un ruggito di amplificatore a tutto volume, dove ogni nota sembra che il chitarrista stia per spezzare le corde. Non ci sono riempitivi, non ci sono abbellimenti inutili: il riff iniziale irrompe come un treno e rimane lì, saldo, senza concessioni. Quello che avrebbe potuto essere un esercizio di nostalgia — dato che la canzone originale risale agli anni ’70 — diventa un viaggio in cui il blues non chiede permesso, semplicemente pretende attenzione.Registrata in tre giorni nello studio privato di Jackson Browne, questa versione nacque dall’urgenza: Vaughan e la sua band suonavano dal vivo quei brani da mesi, quindi quando arrivarono in sala, il suono era già stato provato nei minimi dettagli. Il risultato fu un disco che, nel 1983, scosse le classifiche del Nord America. Nella Billboard 200 raggiunse la posizione 38, e nella Pop Albums la 64. Ma l’aspetto più sorprendente fu che Texas Flood divenne l’album di blues più venduto in quasi vent’anni. Il singolo Pride and Joy arrivò addirittura alla posizione 20 nella classifica Mainstream Rock, dimostrando che il blues poteva essere mainstream senza perdere la sua anima. Il missaggio fu affidato a Lincoln Clapp, Harry Spiridakis e Don Wershba, mentre dietro i controlli c’erano John Hammond, Mikie Harris, Richard Mullen e lo stesso Vaughan, tutti con lo stesso obiettivo: catturare quell’energia grezza che si ottiene solo quando la musica scorre senza filtri.