La storia dietro
Mardy Bum, secondo DoReSol
La magia di Mardy Bum sta nel modo in cui coglie quel momento imbarazzante in una relazione in cui non c'è più ritorno. Non è una canzone che cerca di risolvere nulla; piuttosto, si ferma proprio nel punto in cui la discussione diventa un circolo vizioso senza via d'uscita. Il narratore ripercorre, tra un verso e l'altro, come tutto fosse all'inizio — quella scintilla che ormai non c'è più — mentre il suo partner rimane in silenzio, con quell'atteggiamento che l'inglese dello Yorkshire definisce come "mardy": quell'umore chiuso che non ammette consolazione. Il contrasto tra la nostalgia del ritornello e la tensione delle strofe è ciò che la rende incisiva. Non c'è un solo verso che cerchi di ammorbidire il conflitto; semplicemente lo espone con un'onestà che fa male perché sembra vera.
La registrarono nel 2006, in uno studio prestato a Sheffield, con Alan Smyth alla produzione e il missaggio affidato a Jim Abbiss e Simon "Barny" Barnicott. Il brano non uscì come singolo nel Regno Unito, ma scalò fino alla posizione 123 nella UK Singles Chart grazie al passaparola. Compare come decima traccia in Whatever People Say I Am, That's What I'm Not, l'album che li lanciò alla fama nel 2007 e che l'anno successivo valse loro il premio come miglior album britannico ai Brit Awards. Sebbene non cercassero un successo commerciale, il brano finì per essere uno di quei momenti in cui il suono grezzo e diretto della band si collegò a qualcosa di universale.
Dall'album
Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not
Arctic Monkeys · 2005 · Track 9
Dati
Crediti
Testo Alex Turner
Musica Alex Turner, Jamie Cook, Matt Helders, Andy Nicholson