Inizio · Canzoni · Aníbal Troilo · Maragata
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Dall'album
Yo soy el tango - 1941
Aníbal Troilo · 2004 · Track 16
Dati
La storia dietro
In meno di tre minuti, Maragata racchiude ciò che rende unico il tango di Aníbal Troilo: quel bandoneón che si intreccia in melodie brevi, come se respirasse tra una nota e l'altra. Non è un brano lungo, ma la sua intensità nasce da come Troilo —noto come Pichuco— gioca con i silenzi e gli arpeggi, quasi lo strumento stesse sussurrando più che suonando. Il brano dura appena 2:44, eppure in quel tempo riesce a fare ciò che pochi tanghi riescono: suonare al contempo intimo e universale, come se ogni accordo raccontasse una storia che tutti riconoscono senza bisogno di parole.
Pichuco nacque e crebbe ad Abasto, quel quartiere di Buenos Aires dove il tango e la vita si mescolavano nei bar e agli angoli delle strade. La sua infanzia fu segnata dal bandoneón: a dieci anni aveva già convinto la madre, Felisa Bagnoli, a comprargliene uno, pagandolo a rate che non finì mai di saldare. Lo strumento lo accompagnò da allora, anche quando la povertà della famiglia lo costrinse a suonare nei bordelli e nei caffè per sopravvivere. Maragata non è solo un altro brano del suo repertorio: è uno di quei temi che, ascoltati oggi, continuano a suonare come un pezzo vivo di Buenos Aires, registrato in un'epoca in cui il tango ancora non sapeva di essere sul punto di cambiare per sempre.