La storia dietro
Kaya, secondo DoReSol
Kaya suona come quel tipo di brano che non si dimentica dopo averlo ascoltato una sola volta. Non è solo il ritmo, né la voce di Luca Prodan che si fissa nella testa, ma quella miscela di urgenza e malinconia che sembra scorrere in parallelo. Il basso avanza con una cadenza inarrestabile, come se il brano non potesse aspettare, mentre la chitarra disegna linee brevi e precise. C’è qualcosa nella struttura che ricorda quei loop che si ripetono ma mai uguali, come se il tempo si allungasse e restringesse nello stesso momento. Non è un brano che inviti a ballare, ma nemmeno a restare fermi: ti costringe a muoverti senza che te ne accorga.
Dall'album
Divididos por la felicidad
Sumo · 1985 · Track 10
Dati