La storia dietro
Quando ti immergi in Jamming, ti imbatti in un'atmosfera di celebrazione e unione che si percepisce immediatamente. La parola "jamming" nel patois giamaicano evoca proprio questo: un incontro, una festa. È un invito a mettere da parte le preoccupazioni e condividere un momento. La canzone, originariamente pubblicata nel 1977 come parte dell'album Exodus, divenne un tema ricorrente nelle radio alternative per adulti, mantenendo viva quella sensazione di comunità. Ebbe persino una riedizione un decennio dopo, in omaggio a Bob Marley, e risuonò di nuovo con forza, riuscendo persino a rimanere nelle classifiche dei Paesi Bassi per quattro settimane.
La registrazione di Jamming avvenne tra il 1976 e il 1977, un periodo che vide anche la nascita del resto dell'album Exodus. Questo disco, il nono album in studio di Bob Marley & The Wailers, fu pubblicato da Island Records e si caratterizzò per un suono rilassato, con linee di basso marcate e un protagonismo di pianoforte, tromba e chitarra. A differenza dei lavori precedenti, Exodus esplorò tematiche di cambiamento, politica religiosa e sessualità, dividendo il suo contenuto in due parti: una incentrata sulla politica e l'altra sull'amore e la fede. È interessante notare che la registrazione di Jamming avvenne poco dopo un incidente nel dicembre 1976, in cui Bob Marley subì un attentato, ma riuscì a riprendersi. Il testo della canzone include la potente frase "No bullet could stop us now", un riflesso di quella resilienza. La band che diede vita a questo brano, oltre a Bob Marley come compositore e voce principale, includeva Carlton Barrett alla batteria e Aston "Family Man" Barrett al basso, figure chiave nell'evoluzione del suono dei The Wailers.