La storia dietro
Ixtepec, secondo DoReSol
Ixtepec inizia con un colpo secco di percussione che si ripete come un battito cardiaco, ma non è il ritmo tipico che ci si aspetta in una canzone rock. Il brano si sviluppa con una miscela di chitarre elettriche e acustiche che si intrecciano senza preavviso, come se la band stesse sperimentando strade diverse in tempo reale. C'è qualcosa nel modo in cui la melodia principale si smonta e si rimonta che suona come un'improvvisazione controllata, come se ogni nota avesse un peso diverso a seconda di dove cada. Non è una canzone che ti afferra subito con un ritornello orecchiabile, ma ti conquista strato dopo strato: prima il ritmo, poi il testo, infine il gioco degli strumenti che si sovrappongono senza sopraffare.
L'hanno registrata a Cuernavaca, Morelos, in una casa che ha funzionato da studio improvvisato, con attrezzature prestate tra amici. Il risultato sembra una registrazione dal vivo, ma senza il caos tipico di quelle sessioni: c'è una chiarezza negli arrangiamenti che suggerisce che abbiano lavorato su ogni dettaglio finché non fosse perfetto. La produzione è stata curata dagli stessi membri dei Café Tacvba insieme a Gustavo Santaolalla, e nel disco compaiono collaborazioni come quelle di Luis Conte alla percussione e Alejandro Flores ai violini. Il cantante Rubén Albarrán firma alcune liriche sotto lo pseudonimo "Cosme", il che dà al materiale un tocco più personale. Dura tre minuti e ventuno secondi, ma in quel tempo ci sono abbastanza colpi di scena da non farlo sembrare breve.
Dall'album
Re
Café Tacvba · 1994 · Track 7
Dati
Crediti
Testo Joselo Rangel
Musica Rubén Albarrán, Enrique Rangel Arroyo, Joselo Rangel, Emmanuel del Real