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La storia dietro
It’s Easy to Remember, secondo DoReSol
It’s Easy to Remember suona come un sospiro che rimane sospeso nell’aria. Billie Holiday la canta con quella voce che sembra aver vissuto ogni parola prima di pronunciarla, come se il dolore e la tenerezza si fossero fusi in un unico gesto. La melodia procede con una calma ingannevole, quasi come se il tempo si fermasse per ascoltare. Non è una canzone da cantare, ma da sentire: una confessione intima in cui ogni nota risuona come un’eco di qualcosa che già conosciamo ma che non avevamo mai ascoltato così.Registrata nel 1958 per l’album Lady in Satin, fu una delle ultime opere che Billie completò in vita. Prodotta da Irving Townsend e con Fred Plaut ai controlli tecnici, questa versione di It’s Easy to Remember —originale di Rodgers e Hart— ha qualcosa di un addio.
Billie non era più la giovane che registrava con Teddy Wilson negli anni Trenta, ma qui la sua voce, più grave e consumata, dà un peso diverso al testo. Il disco uscì per la Columbia Records, poco prima che lei registrasse il suo ultimo album, Last Recording, nel marzo del 1959.
Dall'album
Lady in Satin
Billie Holiday · 1958 · Track 8
Dati
Crediti
Testo Lorenz Hart
Musica Richard Rodgers