La storia dietro
Io ti cercherò, secondo DoReSol
Io ti cercherò suona come un viaggio che inizia con un ritmo solido ma non rimane fermo. La batteria segna il passo con una cadenza che alterna tra l’organico e il calcolato, come se ogni colpo portasse dentro una domanda. La chitarra entra con un fraseggio che si ripete, ma non è un loop chiuso: c’è un piccolo disallineamento nel tempo che gli conferisce quell’aria di ricerca, come se Jovanotti stesse tastando la strada mentre canta.
Jovanotti —il nome che Lorenzo Cherubini adottò dopo aver provato diversi alias— registrò questa canzone in un momento in cui il suo sound non era più solo rap con tocchi di disco. A quel punto, aveva lasciato alle spalle i sintetizzatori esagerati degli anni ’80 e iniziava a mescolare funk, ritmi del mondo e persino qualche omaggio classico. Io ti cercherò appare in un album in cui i testi non sono più solo rime giocose: parlano di questioni esistenziali, politica, fede, ma senza perdere quella scintilla che lo ha reso famoso. Il brano dura 4:36, tempo sufficiente perché il ritmo non diventi monotono e perché la voce di Jovanotti guidi l’ascoltatore senza fretta.
Dall'album
Lorenzo 1994
Jovanotti · 1994 · Track 8
Dati