Inizio · Canzoni · La Máquina de Hacer Pájaros · Hipercandombe

Películas

di La Máquina de Hacer Pájaros · Album Películas

Hipercandombe

Durata 4:31

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Dall'album

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La Máquina de Hacer Pájaros · 1977 · Track 5

Dati

Duración4:30
ÁlbumPelículas
Año1977
ISRCARF100300043

La storia dietro

Hipercandombe è quell’inatteso incrocio in cui il rock argentino si scontra con il candombe e lo trascina in un labirinto di ritmi che non avvertono mai quando cambieranno. Non è solo un brano in più in un disco: è un viaggio in cui le chitarre si intrecciano con percussioni provenienti da un’altra tradizione, ma qui suonano come futuro. Il brano respira tra il sinfonico e l’afro-rioplatense, come se ogni strumento stesse misurando le forze prima di lanciarsi all’attacco. Ciò che colpisce di più non è la fusione in sé, ma come riesca a suonare urgente senza perdere un grammo di precisione.Il testo, dal canto suo, gioca su due fronti: da un lato, quell’atmosfera di diffidenza e isolamento che avvolge il protagonista, e dall’altro, la tenue luce di un ricordo che lo tiene a galla. C’è una tensione tra ciò che fa male e ciò che lenisce, tra il presente che opprime e la distanza che calma. Non è una canzone che spiega, ma trascina l’ascoltatore a sentire quella contraddizione irrisolta. Registrata agli studi Ion nel 1977, con Charly García ai tastiere e alle chitarre e Oscar Moro a scandire il tempo alla batteria, il brano si regge in quel delicato equilibrio tra sperimentazione e orecchiabilità. Con una durata di 4:33, non dà tregua, ma non si dilunga: ogni nota sembra necessaria. Nel 2007, la Rolling Stone argentina l’ha ricordata inserendo Películas nella sua lista dei 100 migliori album del rock nazionale, ma il vero merito sta nel come continui a suonare fresco decenni dopo.