La storia dietro
Highway Star, secondo DoReSol
L'energia travolgente di Highway Star nasce da una scintilla spontanea. Immagina la band su un bus in tournée, nel 1971, con un giornalista che chiede come componevano. Ritchie Blackmore, senza esitare, prende una chitarra acustica e inizia a ripetere una singola nota "Sol" più e più volte. Allo stesso tempo, Ian Gillan improvvisa parole su quel ritmo costante. Quello che iniziò come una dimostrazione dal vivo quella stessa notte si trasformò in un brano musicale che già lasciava presagire sarebbe diventato un classico. Questo pezzo, incluso come traccia di apertura dell'album Machine Head del 1972, si distingue per il suo ritmo serrato — il più veloce dell'intero disco — e per la presenza di assoli estesi con una chiara influenza classica, sia nella chitarra che nell'organo.
La registrazione di Machine Head ebbe un carattere particolare. Nel dicembre 1971, la band cercava un suono più grezzo, vicino a quello dei loro concerti dal vivo, e per questo affittò lo studio mobile dei Rolling Stones. Il piano era registrare al casinò di Montreux, ma un incendio distrusse il locale. Dovettero improvvisare al Grand Hôtel, un edificio chiuso per l'inverno, adattandolo per le sessioni di registrazione. Il risultato fu un album che, con Highway Star come apripista, si consolidò come una delle opere più acclamate dei Deep Purple. La struttura del brano inizia con un'introduzione di basso e chitarra di circa 35 secondi, seguita dal potente riff principale. Dopo i primi vocalizzi, Jon Lord sfodera un assolo di organo Hammond che richiama lo stile barocco e classico, utilizzando la scala minore armonica. Poi, Ian Gillan riprende la voce prima di lasciare spazio all'esteso assolo di chitarra di Blackmore, che cercava un suono ispirato a Bach, costruendo la sua interpretazione su una progressione di accordi mutuata dal compositore tedesco. Il brano si conclude con la ripetizione della prima strofa, e in alcune versioni, con una breve chiusura finale. L'abilità di Blackmore in questo pezzo, soprattutto nella versione live di Made in Japan, è stata elogiata per la sua intensità e per l'incorporazione di discese neoclassiche, fondendo lo spirito di Bach con quello di Jimi Hendrix. Anzi, l'assolo di chitarra è stato votato nel 2015 come uno dei 15 migliori di tutti i tempi dai lettori di Guitar World.
Dall'album
Machine Head
Deep Purple · 1972 · Track 1
Dati
Crediti
Musica Jon Lord, Ian Paice, Ritchie Blackmore, Ian Gillan, Roger Glover