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Machine Head 1972
Album · di Deep Purple ↗ Vai all'artista

Machine Head

Nel dicembre 1971, al Grand Hotel di Montreux, in Svizzera, i Deep Purple si trovarono in una situazione non convenzionale per registrare il loro sesto album, Machine Head. Avevano noleggiato lo studio mobile dei Rolling Stones con l'idea di catturare l'energia delle loro esibizioni dal vivo, ma un incendio nel casinò locale, dove avevano pianificato di registrare, li costrinse a improvvisare. L'hotel, chiuso per la stagione invernale, divenne il loro studio improvvisato. Questa esperienza, segnata dall'incidente del casinò, ispirò direttamente il testo di uno dei loro brani più riconosciuti.

Anno
1972
Canzoni
7
Durata
37 min 25 seg
Ascolta l'album

7 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile
01

Highway Star

in arrivo

6:05
02

Maybe I’m a Leo

in arrivo

4:51
03

Pictures of Home

in arrivo

5:03
04

Never Before

in arrivo

3:56
05

Smoke on the Water

5:40
06

Lazy

in arrivo

7:19
07

Space Truckin’

in arrivo

4:31

Sull'album

Machine Head, secondo DoReSol

Machine Head divenne un punto di svolta per la band, raggiungendo la vetta delle classifiche in paesi come il Regno Unito, la Francia e la Germania. L'album contiene canzoni che sono diventate pilastri del rock, come il potente riff di Highway Star, la narrazione visiva di Smoke on the Water, che evoca l'evento dell'incendio, e il ritmo ipnotico di Lazy. Le condizioni di registrazione, effettuate senza sovraincisioni e in un ambiente così particolare, contribuirono a un suono crudo e diretto che risuonò fortemente con il pubblico.

L'influenza di Machine Head si estese ben oltre il suo successo commerciale iniziale. È considerato un lavoro fondamentale per lo sviluppo del genere heavy metal, e il suo impatto perdura ancora oggi, essendo oggetto di analisi in documentari sulla creazione di album classici. L'album fu pubblicato nel marzo 1972 tramite Purple Records, e successivamente sono state pubblicate edizioni speciali, inclusi formati come Super Audio CD e DVD-Audio nel 2001 e 2003, a dimostrazione della sua duratura eredità.