La storia dietro
Hey! Bo Diddley, secondo DoReSol
Nel febbraio del 1957, in uno studio di Chicago con attrezzature prese in prestito, Bo Diddley registrò un brano che suonava come un battito accelerato e contagioso. Quel ritmo, che in seguito divenne noto come *Bo Diddley beat*, non era solo un ritmo: era un marchio di fabbrica. La canzone, *Hey! Bo Diddley*, usciva dalla chitarra con una spinta ritmica che si insinuava tra le dita dell’ascoltatore, mentre sul lato B c’era *Mona* (la stessa che anni dopo molti avrebbero ricordato come *I Need You Baby*). La registrazione fu veloce, quasi improvvisata, ma quel giorno venne immortalato qualcosa che avrebbe definito il suono di un’epoca.
Il Bo Diddley beat non era un semplice tempo in 4/4: era uno schema di cinque accenti che si ripeteva con un’energia tale da far muovere i piedi senza che ce lo si potesse impedire. Bo Diddley lo utilizzò in questa canzone come in altre del suo repertorio, ma qui il risultato fu particolarmente diretto. La sessione vide Jerome Green scuotere le maracas e un batterista — che fosse Frank Kirkland o Clifton James — a scandire il tempo con colpi secchi. I cori erano affidati a Peggy Jones e ai Flamingos, che conferivano a quel brano quell’atmosfera corale che rafforzava il groove. Il brano fu pubblicato nell’aprile dello stesso anno dall’etichetta Checker Records, ma la sua storia non finì lì: anni dopo riapparve dal vivo in *Bo Diddley’s Beach Party* (1964), con Ronnie Wood sul palco, e nel 1988 tornò a risuonare in *Live at the Ritz*.
Dall'album
Bo Diddley
Bo Diddley · 1958
Dati
Crediti
Testo Bo Diddley
Musica Bo Diddley