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Dall'album
Dynamo
Soda Stereo · 1992 · Track 11
Dati
La storia dietro
Gustavo Cerati inizia Fue come se qualcuno avesse spalancato una porta all’improvviso: la batteria di Charly Alberti irrompe senza preavviso, il basso di Zeta Bosio disegna linee pulite, e i sintetizzatori di Daniel Melero fluttuano su tutto come nebbia in un vicolo. La voce di Cerati arriva dopo, trascinando le parole con una cadenza che sembra dire più di quanto dica. Nel ritornello, la chitarra modulata squarcia l’aria con un assolo che non si risolve mai del tutto, come se il brano si rifiutasse di chiudersi del tutto. A volte, tra gli accordi, spunta la tromba di Flavio Etcheto, un dettaglio che conferisce un’aria di jazz di strada a un pezzo che, altrimenti, potrebbe essere puro rock.
Fue è nato nello Estudio Supersónico di Buenos Aires nel 1992, mentre la band affinava il suono di quello che sarebbe diventato Dynamo, il loro sesto album. Il disco uscì nell’ottobre di quell’anno in formato Cassette, per mano della Sony Music Latin, e sebbene inizialmente non avesse ricevuto la stessa accoglienza esplosiva di Canción Animal, con il tempo è diventato un disco di culto. Il brano dura 3:53 e, a differenza di altri pezzi dello stesso album, non cerca di imitare il successo commerciale dei predecessori: preferisce restare in quel limbo tra il melodico e l’esperimentale, dove il rock si mescola con echi di elettronica e psichedelia. È stato eseguito durante le tournée di Dynamo e poi in Me Verás Volver, e ha avuto anche una versione sinfonica negli Episodios Sinfónicos. Non è il brano più lungo né il più rumoroso, ma lì sta la sua magia: in quel momento in cui tutto sembra fermarsi perché la tromba risuoni nel posto giusto.