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Dall'album
Damn Right, I’ve Got the Blues
Buddy Guy · 1991 · Track 3
Dati
La storia dietro
Questa canzone non è solo un brano di blues, ma un ritratto crudo e diretto di ciò che molti vivevano negli anni cinquanta: un operaio che consegna ogni settimana la sua paga alla donna che ama, ricevendo in cambio solo promesse infrante. Il testo, scritto da Eddie Boyd nel 1952, non inventa dramma, lo racconta come lo sentì chi lo visse. La musica segue la struttura classica del twelve-bar blues, ma con un tempo moderato che non si affretta, come i cinque anni menzionati nel titolo. Non ci sono abbellimenti qui; il sassofono di Ernest Cotton, la chitarra di L. C. McKinley e il basso di Alfred Elkins suonano perfettamente, senza eccedere né mancare. Persino la batteria di Percy Walker rimane in secondo piano, come se non volesse rubare attenzione alla storia che viene raccontata.
La registrazione fu realizzata in due mesi del 1952 presso gli Modern Recording, uno studio piccolo di Chicago dove il suono del blues dell'epoca prendeva forma senza filtri. Il brano uscì come singolo nel luglio di quell'anno, con Blue Coat Man sul lato B, e in meno di un mese raggiunse la vetta della classifica Billboard R&B. Non fu fortuna: la canzone colpì i lavoratori che riconobbero la propria vita in quelle parole. Decenni dopo, Buddy Guy la inserì nel suo repertorio, registrandola due volte con Junior Wells negli anni settanta e poi di nuovo negli anni novanta in Damn Right, I've Got The Blues. Ogni versione suona diversa, ma tutte mantengono quell'essenza di verità che portò la Blues Foundation Hall a includerla tra i suoi classici nel 2011. Non è un brano che si suona per mettersi in mostra, ma per sentire.