La storia dietro
Final Thought, secondo DoReSol
Questa canzone ha qualcosa che la fa sembrare una chiusura perfetta, non perché sia l'ultima dell'album, ma perché tutto ciò che la precede sembra portarti a questo momento. Kamasi Washington l'ha registrata con una chiarezza che non cerca di impressionare, ma invita ad ascoltare ogni nota senza fretta. Sono sei minuti e mezzo in cui il sax si dispiega con una naturalezza che contrasta con l'intensità di ciò che viene prima. Non è un brano che ti afferra all'inizio, ma quando lo fa, non molla fino alla fine.L'hanno registrata in team, con diversi ingegneri che lavoravano in parallelo: Tony Austin, Chris Constable, Julie Everson e altri, ciascuno nel proprio ruolo, come se stessero componendo un puzzle in cui ogni pezzo conta.
Il produttore è stato lo stesso Washington, e il missaggio è stato affidato a Benjamin Tierney, che le ha dato quell'equilibrio tra asprezza e calore. Non ci sono trucchi di studio qui, solo l'intenzione di catturare il suono così com'era nel momento. Quando uscì nel maggio del 2015, i critici la accolsero con recensioni positive, e sebbene non sia stata un successo di massa, divenne un punto di riferimento per chi cercava qualcosa di fresco nel jazz di oggi.
Dall'album
The Epic
Kamasi Washington · 2015 · Track 4
Dati
Crediti
Musica Kamasi Washington