La storia dietro
Entregá el marrón, secondo DoReSol
In Entregá el marrón dei Los Auténticos Decadentes si sente un colpo di timpano che ricorda una festa di strada e una lite contenuta allo stesso tempo. Il brano parte con un riff di chitarra che sembra un invito all’azione, ma invece di restare epico, si scompone in un ritmo che si muove tra lo ska e il rock con un’energia che non chiede permesso. Ciò che colpisce di più è come la tromba e il sassofono si intreccino in un dialogo breve ma preciso, come se fossero due persone che litigano nell’angolo di un bar mentre il resto della band avanza senza fermarsi. Con una durata di appena due minuti e venti secondi, la canzone non ha tempo per divagare: va dritta al sodo, con una miscela di voci che sembrano un coro di quartiere e una band da garage.La registrazione di Entregá el marrón fu realizzata nel 1989, quando il gruppo non era ancora sicuro che quel suono che stavano sperimentando avrebbe avuto tanto successo.
Il produttore Camilo Iezzi e il team di missaggio — Marcelo Arrizabalaga e Álvaro Villagra — riuscirono a catturare quella miscela di caos controllato che caratterizza il brano: le percussioni suonano con colpi secchi, le chitarre non perdono tempo in giri di parole e la batteria segna il passo come un ritmo militare senza perdere il groove. Non ci sono riempitivi inutili; ogni strumento ha il suo momento e il suo spazio, come se sapessero che il tempo era poco e l’obiettivo era lasciare qualcosa che rimanesse impresso.
Dall'album
El milagro argentino
Los Auténticos Decadentes · 1989 · Track 2
Dati