Inizio · Canzoni · Los Auténticos Decadentes · El jorobadito
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Dall'album
El milagro argentino
Los Auténticos Decadentes · 1989 · Track 3
Dati
La storia dietro
Ciò che salta subito all’orecchio in El jorobadito è quell’aria tra sfilata di strada e prova di murga che il sassofono di Gabriel “Chiflo” Sánchez trasmette fin dai primi secondi. Non è un assolo convenzionale: si intreccia in un ritmo che sembra scappato da un angolo di Buenos Aires, con il basso di Pablo Exequiel “Fortunato” Armesto che porta la melodia come se fosse un passo di danza. La chitarra di Diego Hernán “Cebolla” Demarco entra con un riff che suona come una battuta musicale — breve, orecchiabile, come se il brano già sapesse che rimarrà impresso nella testa di chi lo ascolta. E in mezzo a tutto questo, la voce di Gustavo Daniel “Cucho” Parisi racconta una storia che sembra tratta da un tango di quartiere, ma con quella punta di umorismo pungente che ha sempre caratterizzato la band.
Il brano nacque nel primo album dei Los Auténticos Decadentes, El milagro argentino, pubblicato nel 1989 sotto l’etichetta Radio Trípoli e poi ristampato da RCA e Sony Music. Registrato in studi prestati e con attrezzature che oggi sembrano giocattoli, la sessione non durò a lungo, ma bastò per catturare quel suono grezzo che in seguito avrebbe definito lo stile della band: una miscela di rock, ska e murga, con gli ottoni in primo piano e le chitarre a fare da contrappunto. Il brano dura esattamente 3:44, ma in quel tempo riesce a fare ciò che molti cercano di ottenere in canzoni il doppio più lunghe: lasciare un’impronta indelebile. Il missaggio fu affidato a Walter Chacón e la produzione a Camilo Iezzi, due nomi che all’epoca non erano stelle, ma che compresero ciò che la band cercava: un disco che suonasse come una festa di strada, non come una registrazione perfetta in studio.