La storia dietro
El rito, secondo DoReSol
Quando ti immergi in *El rito*, la prima cosa che cattura la tua attenzione è quell'atmosfera quasi cerimoniale che ti avvolge fin dall'inizio. Non è solo una ballata rock; ha quella qualità di trasportarti in un altro luogo, con suoni che evocano un rituale. Poi, compare il distintivo riff di chitarra di Gustavo Cerati, che funge da preludio al testo, incentrato sulle complessità dell'amore. Qualcosa di molto particolare in questo brano è la scelta di un organo Hammond degli anni '70 al posto dei più moderni sintetizzatori degli anni '80. Quella decisione gli conferisce un carattere senza tempo, quasi un cenno alla profonda ammirazione della band per il rock di quel decennio, un'influenza che si sarebbe resa più evidente anni dopo in Canción animal.
Questa canzone, nata dalla penna di Gustavo Cerati, vide la luce nel 1986, facendo parte dell'album Signos dei Soda Stereo. Nel corso degli anni, è diventata un tema ricorrente nelle loro esibizioni. Cerati era solito introdurla dal vivo con la frase "benvenuti al rito". Dal suo debutto nella Gira Signos nel dicembre 1986, ha accompagnato la band in varie fasi, inclusa la Gira Animal (tra il 1990 e il 1992), sebbene con intermittenze. Fu assente nei tour di Dynamo, Sueño Stereo e Comfort, ma tornò con forza nel tour d'addio dei Soda Stereo nel 1997. Successivamente, Gustavo Cerati l'ha fatta rivivere nella sua carriera solista, includendola in album come Bocanada (1999-2000) e 11 Episodios Sinfónicos (2001-2002), registrato al Teatro Avenida di Buenos Aires insieme a un'orchestra. È stata anche ascoltata nella Gira Me Verás Volver nel 2007. La durata totale della canzone è di 6:06.
Dall'album
El último concierto A
Soda Stereo · 1997 · Track 2
Dati
Crediti
Musica Gustavo Cerati