La storia dietro
La prima volta che ascolti É luxo só, ti imbatti in un brano che, nonostante la sua brevità di appena 1 minuto e 57 secondi, distilla un'eleganza e una proposta sonora molto particolari. Non è una canzone che urla, ma che sussurra, invitando a un ascolto attento. Ciò che la rende speciale è quel modo di cantare, quasi intimo, dove le sillabe sembrano giocare con il polso ritmico, a volte anticipandosi, a volte rimanendo un istante indietro. Questa tecnica vocale, insieme al modo di approcciare la chitarra, è ciò che segna una differenza fondamentale e ciò che sarebbe diventato un marchio distintivo.
Questo suono non è sorto dal nulla. Nacque dalla sperimentazione di João Gilberto Prado Pereira de Oliveira, originario di Juazeiro, che si trasferì a Rio de Janeiro intorno al 1950. Lì, dopo un passaggio nella band Garotos da Lua, si dedicò a perfezionare un'idea musicale propria. Fu il suo incontro con Tom Jobim, un pianista di formazione classica e appassionato di jazz, che permise di dare forma a quella che oggi conosciamo come Bossa Nova. Questa nuova corrente musicale prendeva la complessità ritmica del samba e la semplificava, rendendola accessibile per la chitarra solista. João Gilberto è riconosciuto per aver sviluppato questa tecnica chitarristica e quel modo di cantare così personale. Nel 1958, questo stile era già presente in produzioni come l'album Canção do Amor Demais di Elizeth Cardoso, che includeva composizioni di Jobim. Poco dopo, João Gilberto avrebbe inciso il suo primo disco.