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La storia dietro
Doralice, secondo DoReSol
Doralice è una canzone che entra come un sospiro nel disco, breve ma con una presenza che non si dimentica. Con appena un minuto e ventisette secondi di durata, riesce a trasmettere quell’essenza della bossa nova in cui meno è meglio: un ritmo che sembra fluttuare e una melodia che si dissolve nell’aria. Non è un brano che attira l’attenzione per la sua lunghezza, ma per come si sostiene nel tempo, come se ogni nota fosse calcolata affinché l’ascoltatore avverta il peso di ciò che non viene detto.
Registrata nel 1961 all’interno dell’album O amor, o sorriso e a flor, questa canzone fa parte di un momento chiave nella storia della musica brasiliana. Il disco non solo presentò al mondo la bossa nova attraverso la voce e la chitarra di João Gilberto, ma lo fece con una produzione che, nella sua semplicità, infrangeva ciò che era stabilito. Il produttore Aloysio de Oliveira era dietro i controlli, ma il vero motore fu la collaborazione tra Gilberto e Antônio Carlos Jobim, che già da anni stavano plasmando quel suono. È curioso che, sebbene l’album fosse stato pubblicato per primo negli Stati Uniti nel 1960 con il titolo Brazil's Brilliant João Gilberto, il suo impatto in Brasile arrivò un anno dopo, quando già si iniziava a percepire l’eco di ciò che sarebbe diventato un movimento musicale.
Dall'album
O amor, o sorriso e a flor
João Gilberto · 1960 · Track 2
Dati