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La storia dietro
Dooby‐Dooby‐Wah, secondo DoReSol
Dooby‐Dooby‐Wah è una di quelle canzoni che si registrano in un soffio e rimangono a risuonare come un’eco di qualcosa di più grande. Con appena un minuto e cinquantacinque secondi, il brano si regge su un ritmo nervoso che sembra sfuggire alla misura tradizionale, come se il basso e la batteria stessero giocando a inseguire il tempo. Il suono grezzo di Gold Star Studios a Los Angeles gli conferisce quell’aria di improvvisazione controllata, in cui ogni nota sembra sul punto di disfarsi da un momento all’altro, ma non lo fa mai.
Fu registrata nel bel mezzo di una sessione maratona nel febbraio del 1959, giorni prima che la sua voce si spegnesse per sempre. Non ci fu tempo per rifinire i dettagli: l’album Ritchie Valens uscì per le strade il 12 di quel mese, appena nove giorni dopo la sua morte, e Dooby‐Dooby‐Wah rimase lì, intrappolata tra i solchi di un disco che nessuno si aspettava sarebbe stato l’unico. Non raggiunse le classifiche come gli altri suoi brani, ma nello studio rimase la testimonianza di un momento in cui la musica suonava più come vita che come arte.
Dall'album
Ritchie Valens
Ritchie Valens · 1959 · Track 12
Dati