La storia dietro
Disco eterno, secondo DoReSol
Quando Gustavo Cerati immaginò Disco eterno, pensò alla distanza e a come una relazione possa crescere nella mente prima di materializzarsi. Lui stesso condivise che il testo, scritto in un hotel, rifletteva la sua storia d'amore con Cecilia Amenábar. Musicalmente, il brano si muove tra il rock alternativo e la neo-psichedelia, con un uso marcato di suoni elettronici e ambientali, potenziati dal sampler, uno strumento già fondamentale sin dai tempi di Dynamo. La struttura originale inizia con un riff distintivo, a cui si aggiungono il basso e la batteria. Dopo questo primo passaggio, la chitarra assume un ruolo ritmico per lasciare spazio alla voce, fino a raggiungere il ritornello, per poi tornare al riff caratteristico. Nelle esibizioni dal vivo, soprattutto in El último concierto e Me Verás Volver, la frase "Abrir el Sueño Stereo..." fu modificata in "Abrir a Soda Stereo...". La conclusione della canzone presenta una dinamica interessante: la batteria si ferma, ma il basso e i suoni elettronici continuano, mentre Cerati crea un loop ripetitivo con note di chitarra e una pedaliera, prima che la batteria riprenda.
Registrata per l'album Sueño Stereo nel 1995, questo brano, insieme a Ella usó mi cabeza como un revólver e Zoom, contribuì a rendere il disco uno dei lavori più significativi di Soda Stereo. La canzone, della durata di 5:46, divenne una delle più riconosciute del trio argentino e per questo fu inclusa nella maggior parte dei loro concerti. Il trio, composto da Gustavo Cerati alla voce e chitarra, Héctor "Zeta" Bosio al basso e cori, e Charly Alberti alla batteria, aveva già raggiunto il riconoscimento internazionale negli anni '80 e '90. Le loro influenze iniziali includevano band new wave come Virus e The Police, oltre ad artisti come Elvis Costello e il post-punk dei Television. Con il tempo, il loro suono evolse verso un rock alternativo con tocchi di rock classico, progressive, shoegaze, neo-psichedelia ed elettronica, esplorando un percorso sonoro che li consolidò come una band influente in tutta l'Iberoamerica. Dal vivo, spesso iniziavano la canzone con quel suono ripetitivo di chitarra, prolungandolo più che nella versione in studio, prima che entrassero gli altri strumenti e il riff principale.
Dall'album
El último concierto B
Soda Stereo · 1997 · Track 1
Dati
Crediti
Musica Zeta Bosio, Gustavo Cerati, Charly Alberti