La storia dietro
Debede, secondo DoReSol
Debede dei Sumo suona come un decollo al rallentatore: il basso entra con un groove che si intreccia alla batteria, mentre la chitarra disegna linee che sembrano sfuggire al ritmo. Non è un brano che colpisce all’istante, ma che guadagna terreno con una cadenza ipnotica, come se ogni nota respirasse prima di lasciar spazio alla successiva. Ciò che salta all’orecchio durante l’esecuzione è quella base ritmica che oscilla tra il disinvolto e il preciso, una caratteristica poco comune nel rock argentino degli anni ’80.Fu registrato agli studi della CBS a Buenos Aires all’inizio del 1985, quando i Sumo muovevano ancora i primi passi fuori dai bar di Hurlingham.
L’album, Divididos por la felicidad, uscì nell’aprile di quell’anno e segnò una svolta: non solo perché il gruppo abbandonò la scena underground, ma perché brani come questo dimostrarono di poter suonare diversi senza perdere la propria anima. Il pezzo dura 2:54, ma in quel tempo ci sono così tanti dettagli che ogni esecuzione risulta unica.
Dall'album
Divididos por la felicidad
Sumo · 1985 · Track 6
Dati
Crediti
Testo Luca Prodan
Musica Diego Arnedo, Germán Daffunchio, Luca Prodan