La storia dietro
Cristófolo Cacarnú, secondo DoReSol
Cristófolo Cacarnú suona come un viaggio breve ma intenso, come quei brani registrati in un paio di take che finiscono per essere il ponte tra ciò che la band stava facendo e ciò che sarebbe venuto dopo. Ha quell’energia contenuta che di solito emerge quando il gruppo ha già trovato il proprio suono ma non si preoccupa ancora di perfezionare ogni dettaglio. Il brano procede con un groove che si ripete, quasi come un battito, e in meno di tre minuti lascia la sensazione di aver ascoltato qualcosa che sa di Argentina senza scadere nel banale.
L’album La era de la boludez uscì nel settembre del 1993, in un momento in cui Divididos non erano più una promessa, ma una band che aveva trovato la propria strada. Ricardo Mollo, Diego Arnedo e Federico Gil Solá lavorarono a questo disco con l’idea che il rock non avesse bisogno di abbellimenti per essere potente. La produzione fu affidata a Aníbal Kerpel e Gustavo Santaolalla, due nomi che già all’epoca sapevano catturare l’essenza grezza di una prova senza perdere forza in studio. Il missaggio fu curato da Danny Alonso e Tony Peluso, che gli diedero quell’aria sporca ma precisa che fa sì che il brano non sembri né una demo né una produzione eccessivamente lavorata.
Dall'album
La era de la boludez
Divididos · 1993 · Track 10
Dati
Crediti
Testo Diego Arnedo, Ricardo Mollo, Federico Gil Solá
Musica Diego Arnedo, Ricardo Mollo, Federico Gil Solá