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La storia dietro

Corcovado, secondo DoReSol

Antonio Carlos Jobim compose Corcovado nel 1960 come un brano strumentale che in seguito divenne un ponte tra il jazz e la bossa nova. Il titolo fa riferimento alla montagna che domina Rio de Janeiro, ma la sua essenza musicale non si limita a un luogo: è una melodia che respira calma, costruita su accordi che fluiscono come onde delicate. La canzone nacque senza testo in portoghese, ma presto guadagnò versioni in inglese che la portarono oltre il Brasile. Ciò che è interessante è che, sebbene Jobim non cercasse un successo commerciale immediato, la sua struttura in do maggiore e la minore —con quei cambi di tonalità che sembrano respirare— finì per definire un suono che molti musicisti adottarono come proprio.

La prima registrazione in inglese arrivò nel 1963 quando Tony Bennett la reinterpretò con un testo di Buddy Kaye, ma fu nel 1965 che Andy Williams la portò nelle classifiche con la sua interpretazione, raggiungendo la posizione 92 nella Billboard Hot 100 e la 18 nella Hot Adult Contemporary Tracks. Nel frattempo, in Brasile, Corcovado era già ascoltata come uno standard, anche se il suo album originale, Quiet Nights, pubblicato dalla 20th Century-Fox Records nel 1964, la presentava come parte di un insieme più ampio. La durata esatta del brano —2:22— è breve, ma sufficiente perché la sua melodia rimanga impressa nella memoria. Ciò che è curioso è che, nonostante fosse inizialmente uno strumentale, finì per essere reinterpretata da voci come quella di Kitty Kallen quasi nello stesso periodo di Williams, dimostrando che il suo fascino non dipendeva da una lingua.

Dall'album

The Composer of Desafinado, Plays

The Composer of Desafinado, Plays

Antonio Carlos Jobim · 1963 · Track 7

Dati

Durata2:22
AlbumThe Composer of Desafinado, Plays
Anno1963