La storia dietro
City of Love, secondo DoReSol
L'uscita di 90125 nel 1983 segnò una svolta inaspettata per i Yes. Con il ritorno di Jon Anderson e Tony Kaye dopo oltre un decennio, e l'arrivo del chitarrista sudafricano Trevor Rabin, l'album abbandonò il suono sperimentale che li aveva caratterizzati. La produzione, più diretta con tocchi pop, li portò a un pubblico di massa senza perdere la loro essenza progressiva. All'interno di quel disco, City of Love spicca per la sua struttura pulita: un riff iniziale che si ripete con variazioni sottili, quasi come un ponte tra il classico e l'accessibile. Non è la canzone più lunga né la più complessa dell'album, ma la sua melodia orecchiabile e il gioco tra le voci di Anderson e i tastiere di Kaye la fanno risaltare in un lavoro ricco di contrasti.
L'album fu registrato in studi degli Stati Uniti con attrezzature in prestito, un dettaglio che contrasta con il perfezionismo che solitamente cercavano. Il successo di Owner of a Lonely Heart —l'unico numero uno dei Yes nelle classifiche statunitensi— portò 90125 al triplo platino solo in quel paese. City of Love, sebbene non fosse un singolo, riflette quel momento in cui la band bilanciò ambizione e appeal commerciale senza tradire la propria identità. Ascoltarla oggi rimane un promemoria di come un cambio di formazione possa ridefinire il suono di un gruppo senza perdere ciò che lo rende riconoscibile.
Dall'album
90125
Yes · 1983 · Track 8
Dati
Crediti
Musica Trevor Rabin, Jon Anderson